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Il
progetto “STRADE DEL VINO” nasce dall’esigenza di
valorizzare i territori a vocazione vinicola, caratterizzati non solo
dalla presenza di vigneti e cantine vinicole ma anche da attrattive
naturalistiche, culturali e storiche particolarmente significative ai
fini di un’offerta enoturistica integrata.
Tali percorsi sono
stati dotati di una appropriata segnaletica per favorire l'individuazione
delle aziende che aderiscono a questa iniziativa, le quali offrono degustazioni
dei loro prodotti e visite guidate ai vigneti e agli impianti produttivi.
La “Strada del Vino” della Provincia
di Messina geograficamente si affaccia su due mari, ed è immersa
nell’incontaminato territorio della catena montuosa dei Peloritani.
Gli itinerari percorribili e suggeriti
dalla Strada del Vino sono tre:
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il percorso del MAMERTINO DOC, si snoda nei territori
della zona tirrenica ed alcuni comuni della zona ionica.
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Il percorso del FARO DOC attraversa i luoghi sovrastanti
le colline dello Stretto di Messina.
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il percorso della MALVASIA delle LIPARI DOC
si sviluppa nelle Isole Eolie.
I tre itinerari incrociano, sul versante nord-orientale dell’Isola,
Milazzo, Santa Lucia del Mela, Furnari, Patti e, nell’arcipelago
delle Eolie, Salina con i piccoli centri di Lena e Malfa. Vigne e vigneti
qui sono immersi in una cornice in cui la magìa del mare si combina
con testimonianze d’altri tempi: dal castello Arabo-Normanno di
Santa Lucia del Mela (IX secolo) al monastero benedettino di San Placido
Calonerò (1363) al duomo di Messina col campanile che racchiude
un singolare orologio meccanico-astronomico. Costruito dai fratelli
Ungerer di Strasburgo, fu inaugurato nel 1933.Il cuore della strada
sono le viti, qui allevate da secoli. E che hanno dato origine a vini
altrettanto secolari. Come il Faro, un rosso che si produceva nell’età
Micenea e che è un blend di Nerello Mascalese, Nocera e Nerello
Cappuccio. O come il Mamertino, un Nero d’Avola il cui antenato,
il Mamertinum, era annoverato da Plinio il Giovane tra i migliori del
tempo. Del Malvasia racconta persino Diodoro
Siculo nel I secolo a.C.. Frutto dell’appassimento naturale delle
uve, è un vino dolce che si ottiene dal mix di Malvasia delle
Lipari e Corinto Nero. La
gastronomia del territorio è quanto di più tipico ci sia.
Sono da provare: il pasticcio di maccheroni al forno, il pesce stocco
alla ghiotta, la pignolata con glassa di cioccolato e zucchero. E poi
il Maiorchino, un pecorino dop la cui produzione si fa risalire al 1600.
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